Il Cristianesimo pervenne a Ravello, con ogni probabilita', tra il IV e VI secolo dopo Cristo. Furono delle famiglie dell’aristocrazia romana, che per sfuggire alle incursioni barbariche, trovarono sicuro rifugio in questa terra, difesa dai monti e vi annunziarono la buona novella. Come importanti testimonianze della vita cristiana di quei secoli restano, fra gli altri cimeli, si conserva una fronte di sarcofago rappresentante l’adorazione dei Magi, che, per i caratteri stilistici ed iconografici, viene datata al 340 ed e'visibile in villa Rufolo;

Il toponimo indica luogo roccioso e scosceso che domina tutta la Costa di Amalfi, di cui è la gemma più affascinante. Così la decantava per primo Giovanni Boccaccio (+1375) nel Decamerone: "Tra le città della Costa d’Amalfi, sopra il mare riguardante, n’è una chiamata Ravello, nella quale come oggi v’abbia di ricchi uomini, ve n’ebbe già uno il quale ricchissimo chiamato Landolfo Rufolo".Il romantico musicista nordico, Riccardo Wagner, nella sua visita a Ravello, entusiasticamente felice di aver trovato nella Villa Rufolo, piena di fascino e di mistero, la cornice del Parsifal, scrisse la magica frase: "Il giardino incantato di Klingsor ho trovato-26 maggio 1880"La nascita della Città può fissarsi tra il IV e VI secolo dopo Cristo, come testimoniano i diversi sarcofagi, le urne cinerarie, le lastre tombali, i cimeli pagani che ci sono pervenuti o che sono stati , negli ultimi anni, trafugati. Ravello, prima che dall’uomo, è stata immortalata dal Supremo Artista che, nella sua infinita benevolenza, vi ha compendiato quanto "per l‘universo penetra e risplende, in una parte e più e meno altrove".